Il nome dell’Associazione
“La Rizzàda”
Termine lombardo corrispondente ad “acciottolato”.
E’ una parola del nostro dialetto che si scrive come una parola in italiano e ci connota territorialmente.
E’ una pavimentazione da esterno, di lusso, importante.
E’ un’opera dell’uomo, non esiste in natura.
E’ faticoso realizzarla.
E’ composta da ciottoli di fiume, levigati dall’acqua, ognuno diverso dall’altro, e vengono utilizzati così come sono, senza essere modificati.
La sua forza e la sua compattezza derivano solo dal posizionamento uno accanto all’altro dei ciottoli, conficcati a secco nel terreno.
Ogni ciottolo rimane libero, ogni ciottolo ha il suo posto.
La rizzàda, mantiene il drenaggio del terreno e consente di camminare sull’asciutto quando piove, perché l’acqua scorre tra le piccole gole create dalle rotondità dei ciottoli.
E’ bella da vedere.
Quasi indistruttibile, sfida i secoli.
Vulnerabile solo se si crea un buco per dei ciottoli mancanti; allora quelli che si trovano sul bordo del cratere si staccano facilmente e il buco è destinato ad allargarsi.
Diffusa in particolare a Milano a partire dal 1700, I ciottoli delle strade del centro storico, furono utilizzati come materiale bellico dagli insorti durante le 5 giornate di Milano nel 1848.
Trovo che sia il simbolo perfetto per la nostra Associazione.
Luigi Marelli
29 novembre 2015







































